Back
Image Alt

Premio internazionale di letteratura Città di Como

Cevasco: “Un premio che dà valore al merito”

Francesco Cevasco è la terza  penna del “Corriere della Sera” che entra a far parte della giuria del Premio “Città di Como”, dopo Dacia Maraini e Pierluigi Panza. Un triplete di tutto rispetto, che conferma il quotidiano di via Solferino una palestra di idee e commentatori autorevoli. Cevasco  è stato a lungo responsabile delle pagine culturali del Corriere della Sera dopo aver lavorato in quotidiani e periodici. Ha collaborato anche al Corriere di Como, quotidiano abbinato al “Corriere”.

Cevasco, come valuta gli scritti in arrivo al premio?

Il mio personale criterio di valutazione  è sempre quello, sia che debba esprimere un parere su un romanzo, un saggio o una raccolta di poesia, e non importa se l’autore è già noto o è al contrario un esordiente: importa soprattutto tentare di capire se il testo che sto leggendo ha qualche cosa da dire davvero, o se è un patchwork di cose già note. La differenza la fa l’originalità, è  tra chi ci mette la sua creatività in modo nuovo e chi fa  un collage di cose già note o peggio scopiazzate qua e là. Ovviamente quando dico che cerco qualche cosa di nuovo significa anche qualcosa che abbia la  capacità di colpirmi, di darmi un pugno nello stomaco, di emozionarmi magari fin dall’incipit o nella la sorpresa finale delle ultime righe.

L’anno scorso sono arrivati oltre 2mila elaborati. Li leggete tutti?

È vero,  in Italia abbiamo una produzione libraria tra le più alte al mondo, circa 1000 libri al giorno. Ma quando recensisco un libro lo leggo tutto, e faccio note e evidenzio le parti necessarie.  Mi sembra un presupposto di serietà irrinunciabile.

Dove va oggi la letteratura italiana, penso in particolare alla narrativa?

Oggi non abbiamo più quei modelli che un tempo erano considerati davvero innovativi, penso a Pavese, Fenoglio o Calvino. La letteratura americana al contrario ha dimostrato di sapersi rinnovare, di sfornare nuovi maestri. Non si sono fermati a Philip Roth, per esempio hanno un Don DeLillo. Invece noi qui in Italia ci siamo un po’ fermati, abbiamo autori contemporanei indubbiamente buoni (penso a Missiroli) ma altri che non lasciano tracce profonde. Dalla stagione dei “cannibali” in poi inoltre tutto è scritto con un eccesso di crudeltà nel raccontare gli eventi e una minore attenzione alla qualità della scrittura”.

Ecco, cosa si intende quando si parla di qualità della scrittura?

Lo stile letterario è fondamentale, denota la  capacità di usare le parole nel mondo e nel senso giusto, di elaborarle e trasformarle in un linguaggio nuovo, come hanno fatto Joyce o Proust. Escono tanti libri che contengono storie molto forti e anche coinvolgenti, ma purtroppo abbinate a una scrittura molto debole. Intendiamoci: avere una bella storia è una premessa obbligatoria, e anche saperla trattare in maniera emozionante. Ci sono però lacune sul fronte espressivo”.

Per lei è il primo anno in giuria al premio “Città di Como”.

Per combattere la crisi della lettura c’è bisogno di iniziative come questa capaci di stimolare la creatività su più fronti. Lo sforzo di dare valore al merito credo sia davvero  encomiabile, e si va nella direzione giusta. Vedo che investire su questo settore dà i suoi frutti.  Perché dico questo? Perché vedo che oggi nonostante tutto il giornalismo culturale   è al suo apice, e lo dice uno che lo fa da 43 anni. Oggi il migliore : secondo me la migliore espressione giornalistica che ci sia oggi  è nelle pagine culturali e negli inserti culturali dei giornali: La lettura del Corriere della Sera, Robinson di Repubblica, il domenicale del Sole 24 ore Tuttolibri della Stampa sono la migliore espressione giornalistica dei rispettivi giornali, e il pubblico la segue e la premia, come si vede dalle vendite in edicola. È sintomatico, vuol dire che c’è voglia di qualità, di approfondimento, di sapere e di bellezza.

L.M.

 

Nella foto, Francesco Cevasco nella Sala Albertini del "Corriere della Sera".

Nella foto, Francesco Cevasco nella Sala Albertini del “Corriere della Sera”.

Post a Comment

Cookie Policy
Utilizzo dei cookie
I cookie ci aiutano a ricordarti, personalizzare la tua esperienza, distribuire offerte commerciali personalizzate e mostrarti più cose che pensiamo ti piaceranno. Per ulteriori informazioni sui cookie ti invitiamo a navigare la nostra pagina di cookie policy.
Settaggio dei cookie
Questi cookie ci danno la possibilità di offrire un'esperienza personalizzata per la tua navigazione.