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Premio internazionale di letteratura Città di Como

Premio Città di Como Michelangelo Pistoletto

Arte e potere, la lezione di Pistoletto a Como

Successo pieno per il dibattito attorno alle proposte per un ripensamento organico della società lanciate dall’artista di fama mondiale Michelangelo Pistoletto nel suo nuovo libro-manifesto. Il maestro di Biella che vent’anni fa ha dato vita alla factory “Cittadellarte”  nel pomeriggio è stato ospitato dal premio “Città di Como” alla libreria Plinio il Vecchio di Como in via Vitani.  Con Chiara Belliti, editor e scrittrice nonché curatrice del libro per Chiarelettere nonché giurata del premio, e con il fondatore dello stesso Giorgio Albonico, Pistoletto ha dato vita a una discussione animata e partecipata che ha spaziato dal ruolo dell’artista nella società contemporanea alla crisi della democrazia e dei partiti, fino all’economia e all’ecologia su scala sia locale che mondiale. Il suo libro Ominiteismo e demopraxia è un manifesto per la rifondazione della società partendo dal basso, dalla condivisione di programmi e agende delle cose da fare in una agorà di cittadini che mettano in gioco le proprie competenze e ne siano responsabili. “Più un artista è libero più deve sentirsi responsabile di quello che fa. Io – ha detto Pistoletto – non credo più nella rivoluzione, ma nell’evoluzione sì”.

Per lanciare il suo nuovo manifesto ha dovuto coniare due parole nuove che non c’erano nel vocabolario, quelle che trovate nel titolo. “La democrazia è un sogno da realizzare – ha detto l’artista- Un grande sogno di una modernità che viene da molto lontano. La vera democrazia purtroppo non si è mai realizzata. Per questo da anni insisto sulla connessione tra arte e società. A Biella abbiamo dato vita a una “università delle idee” dove le conoscenze sono  messe in rete, per sviluppare qualcosa di nuovo. Proprio in tale contesto  si è arrivati a capire che la democrazia è implicitamente votata alla sconfitta per come è stata applicata sinora, perché contiene la parola “cratos”, potere. Da solo il popolo non può averlo, perché è fatto di tante individualità.  Il governo invece viene nell’incontro, dalla comunità, dalla correlazione. Che si basa sul fare. Per questo io insisto sulla demopraxia, sulla democrazia della prassi, del fare. Non demolisco la democrazia ma la voglio portare a termine, perché così non è sufficiente.” Uno dei tanti luoghi dove Pistoletto ha seminato il suo credo è  Cuba dove i suoi seminari sono già alla quarta edizione. “La persona di per sé ha solo l’illusione di poter contare, se non c’è una forma che la organizza. Oggi il rischio è che si  preferisca all’impegno una dittatura, lo trovo molto pericoloso. Per questo insisto – ha concluso Pistoletto – Si deve partire dal basso, dalle singole comunità, la partecipazione se deve essere allargata deve essere orizzontale”.

 

Ph. Greta Albonico

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